FOTOGRAFIA SUL CAMPO

Becker H. (ed.) (1981), Exploring Society Photographically, University of Chicago Press, Chicago.

Becker H. (1974), Photography and Sociology, "Studies in the Anthropology of Visual Communication", n. 1: 3-26.

 

La fotografia sul campo secondo Beker:


è necessario un lavoro sul campo basato sull'osservazione giorno per giorno, nel quale si sviluppano le prime ipotesi (riferite anche ad un contesto teorico e ad altri dati) che orientano la successiva osservazione e le interviste.


Si provano differenti indicatori di vari concetti, che suggeriscono legami con altre concetti e da qui con altri eventi osservabili, procedendo per conferme e confutazioni.

Il fotografo-sociologo comincia fotografando quasi tutto quello che vede ottenendo un primo risultato magari poco soddisfacente, ma, grazie le foto che ha scattato imparerà conoscere le persone, le loro attività e aumenterà al suo grado di conoscenza parlando con le persone, osservandole nella loro vita quotidiana.

Dovrà avvicinare soggetti, instaurare con loro una relazione prima di fotografarli, senza usare il tele obiettivo. Potrà anche mostrare loro le foto che ha fatto, usandole come stimolo per approfondire la conoscenza del fenomeno.

[Beker, Exploring society photographically]

Una volta terminata la fase di esplorazione fotografica si cominciano a confrontare le ipotesi con le immagine ottenute
il ricercatore fotografo potrà giungere al suo materiale le registrazioni delle comunicazione verbali che possono consistere sia nella forma di interviste, sia nella forma di comunicazioni ottenute mentre sta scattando le foto, o il frutto della comunicazione che ha come focus lei immagini che ha prodotto.

Nel procedere di questo passo cercherà di riempire di contenuto visuale le sue idee, ossia cercherà di produrre immagine che contengono e comunicano la comprensione che sta sviluppando. La teoria dalla forma alla sua visione indicandogli cosa è interessante, aiutandolo anche a scoprire che cosa fotografare e che altrimenti avrebbe ignorato. Allo stesso tempo però lascerà che ciò che compare nella foto indirizzi la costruzione della teoria, così che le foto e le idee si troveranno sempre più vicine le une alle altre.
È questo un principio abduttivo, di che prende il nome di

Grounded Theory.

Infine il ricercatore fotografo sIstemerà il materiale in modelli e sequenze che altro non sono che l'analogo visuale di proposizioni e affermazioni causali.